Tassi d’interesse. Tutti i nostri post che parlano di: ‘Tassi d’interesse’

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Cos’è un Conto di Deposito

Un Conto di deposito è un prodotto bancario che si distingue dal tradizionale conto corrente per essere un semplice deposito di denaro remunerato.

Di solito si possono effettuare solo operazioni di prelievo e versamento mentre sono inibite altre tipiche operazioni bancarie come:

  • il bonifico verso conti non predefiniti
  • il pagamento assegni
  • prelievo con bancomat o carta di credito

Il conto di deposito ha avuto una rapida crescita negli ultimi anni in Italia soprattutto grazie ai conti di deposito delle banche online che offrono interessi alti e senza spese.

In genere i conti di deposito necessitano di essere abbinati ad un conto corrente detto conto d’appoggio tramite il quale vengono effettuati versamenti e prelievi.

Il conto deposito può essere libero o vincolato. Nel primo caso si ha l’immediata disponibilità dei soldi depositati. Con il conto di deposito vincolato invece si possono ritirare i propri risparmi alla scadenza del periodo di vincolo (da 1 mese a 36 mesi). Il vincolo viene remunerato con interessi maggiori, ma possono prevedere delle penali per ritirare i soldi prima della scadenza che generalmente consistono nella mancata corresponsione degli interessi.

Non sono da confondersi con i conti di deposito i Pronti contro termine (PcT) o i certificati di deposito, strumenti d’investimento a breve termine che in genere vengono offerti dalle banche in alternativa ai conti di deposito.

Free di Banca Mediolanum

mediolanum

Free è la soluzione di Banca Mediolanum per investire e far crescere i propri interessi

Si tratta di un conto corrente bancario in cui i tassi proposti sono legati agli investimenti ed aumentano con l’aumentare del patrimonio globale investito con Banca Mediolanum

I tassi di interesse, inoltre, sono legati in modo trasparente e diretto ai tassi interbancari

Le caratteristiche dell’offerta:

-con Free le operazioni bancarie non hanno alcun costo

-Tasso creditore – Tasso Euribor – 1 punto (*)

-Canone mensile per giacenza media superiore a 3.500 € Gratuito

-Principali operazioni via telefono Gratuite

-Principali operazioni via Internet Gratuite

-Pagamento tributi – 2,00 €

-Pagamento MAV e RAV Gratuito

-Canone trading on line Gratuito (servizio MyTrade)

-Carta Bancomat 1° anno Gratuita

-Carta Bancomat anni successivi – 10,00 €

-Carta di Credito – 30,00 €

Tassi d’Interesse

I tassi d’interesse: Quando apriamo un conto corrente in banca dobbiamo sempre sapere quali sono le commissioni per i servizi che paghiamo e –soprattutto- se queste sono variabili o fisse. La stessa cosa succede quando ci rechiamo in banca per un prestito di qualunque genere. Dobbiamo fare molta attenzione ai tassi d’interesse. L’interesse è il prezzo che l’entità di credito chiede in cambio del prestito e per calcolarlo basta applicare una percentuale sul capitale affidatoci. Ogni banca è libera di offrire gli i tassi che desiderano ma la tendenza naturale è abbassare l’interesse quando esiste una garanzia di poterlo ripagare per esempio un garante che nel caso dei giovani sarebbe il capitale dei genitori.

I tassi d'interesse. Pick: contributi.it

I tassi d'interesse. Pick: contributi.it

Esistono casi dove le banche offrono prestiti nel breve termine e con interessi 0%. In questi casi bisogna sempre controllare le commissioni che tendono a crescere con la diminuzione degli interessi. Le banche, come ogni azienda purtroppo, non regalano niente.

I tassi sono sempre di due tipi:

Tassi fissi o Tassi variabili,

Nel caso dei tassi fissi questi rimangono costanti nel tempo perciò dall’inizio conosceremo sempre la cifra da pagare a fine mese. L’incertezza non esiste e neanche il rischio di rimetterci dei soldi senza saperlo. Tuttavia, la sicurezza si paga: i tassi fissi sono quasi sempre più cari di quelli variabili.

Nel caso dei tassi variabili questi si modificano nel periodo di ammortamento del credito, normalmente in base a un indice di riferimento che calcola l’evoluzione futura dell’investimento rispetto al prezzo del denaro sil mercato. Alla percentuale di questo indice si aggiunge di solito un’altra che è il margine o differenziale costante. Ci fa da esempio l’euribor: indice di riferimento per i tassi a quali le banche comprano o vendono denaro tra di loro. Per questo è conosciuto come interbancario. Gli si somma sempre un punto percentuale.

La differenza più notevole tra i due tassi e che con i secondi –quelli variabili- l’incertezza aumenta e non sapremo, come invece accade con quelli fissi, quale rata dovremo pagare in anticipo e con attendibilità. Con i tassi variabili si paga quello che indicherà l’indice al momento di abbonare la quota più quel punto percentuale che rimane fisso.

Per concludere, se siamo decisi a chiedere un prestito di qualsiasi tasso d’interesse che sia è sempre meglio conoscere le offerte che ci sono sul mercato. Nel caso degl’interessi fissi la decisione sta a noi perché siamo liberi di scegliere tra una banca o l’altra. Ma nel caso di scegliere tassi variabili dobbiamo sempre controllare l’indice e ricordare che al momento dell’abbonamento dovremo pagare la percentuale che segnala. Più quel punto percentuale, ovvio.

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